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Ciao a te,
ti scrivo perché qualche tempo fa mi hai lasciato la tua email. È la prima volta che lo faccio, quindi voglio che valga i tre minuti che mi dai.
Avevo più o meno 5 anni la prima volta che mi chiamarono su un palco a dire cosa pensavo. Era uno spettacolo teatrale, l'aveva organizzato mio padre e lo presentava mia madre, quindi forse giocavo in casa, ma la sensazione me la ricordo benissimo: stavo comoda.
Niente nodo alla gola, niente voglia di scappare.
Negli anni gli inviti a parlare sono aumentati e io ci andavo sempre con la stessa tranquillità, così a un certo punto mi sono convinta che chi comunica bene ci sia portato dalla nascita, e che io, per fortuna, fossi tra quelli.
Ci ho messo parecchio a capire quanto mi sbagliavo. Mi ci ha portata Toastmasters, un'associazione internazionale dove le persone si allenano a parlare in pubblico, a cui mi sono iscritta perché un mio caro amico mi ha invitata a una riunione. Al mio primo discorso valutato mi sono sentita dire che usavo riempitivi, che ho preso troppo tempo all'inizio e corso alla fine, che andavo avanti e indietro sul palco senza un motivo, e lì ho capito una cosa che mi ha cambiato il modo di lavorare: stare a proprio agio su un palco e comunicare bene sono due capacità diverse, e io avevo solo la prima. Ero spontanea, questo sì, ma anche confusa, e prolissa quanto basta per perdere metà sala prima di arrivare al punto.
Te lo racconto perché se quando parli davanti a qualcuno la voce ti sale di un'ottava e le frasi finiscono come se stessi chiedendo il permesso, la tua competenza resta tutta lì, e a tradirti è un'abitudine vocale costruita anno dopo anno sotto pressione. E credimi, come tutte le abitudini, si può allenare, un esercizio alla volta.
Negli ultimi cinque anni ho tenuto workshop per imprenditori, associazioni di donne, venditori e semplici appassionati, e da ognuno sono tornata a casa con qualche feedback che mi ha costretta a rivedere qualcosa (qui trovi qualche recensione di chi c'era :)). Mettendo insieme i workshop con quello che ho vissuto in azienda, in teatro, nelle mie aule universitarie, sul palco da conduttrice e preparando quattro talk TEDx, mi sono accorta che gli errori erano quasi sempre gli stessi e cambiava soltanto la sala. Il Metodo SCENA è nato da lì, e le sue cinque Leggi sono il modo più chiaro che ho trovato per correggerli.
Le mie, di Leggi, le avevo infrante quasi tutte in quel primo discorso.
La S sta per Suono, cioè la voce che usi quando conta. Il Corpo è quello che sotto pressione fa cose per conto suo senza chiederti il permesso, come il mio andare avanti e indietro sul palco senza un motivo. L'Energia è il ritmo, lo sguardo e soprattutto il silenzio, che i riempitivi mi mangiavano frase dopo frase. La Narrazione riguarda come apri, dove porti chi ti ascolta e come chiudi, e io all'epoca mi prendevo tutto il tempo all'inizio per poi correre alla fine. L'ultima è l'Ascolto, e per me è la più interessante, perché ti insegna a capire, mentre stai ancora parlando, se la sala è con te o ti ha già lasciata indietro.
Intanto ti lascio un esercizio sulla prima Legge, quella della voce che sale.
LA PILLOLA DI QUESTA SETTIMANA: LA FRASE CHE CHIUDE LA PORTA
Prendi il telefono e registra un vocale con una frase che potresti dire in riunione, per esempio «Propongo di spostare la consegna al 15 ottobre». Riascoltala. Se l'ultima parola sale di tono, hai appena trasformato una proposta in una domanda, e chi ascolta si sente autorizzato a risponderti «mah, vediamo». Registrala di nuovo lasciando scendere la voce sull'ultima sillaba, come quando chiudi una porta senza sbatterla. Rifallo tre volte e poi ascolta la prima e l'ultima una dopo l'altra.
Ogni volta che invito qualcuno a un mio workshop mi chiedo perché dovrebbe fidarsi proprio di me. La risposta più onesta che ho è che quasi tutti gli errori che correggo in aula li ho fatti prima io, e qualcuno l'hai appena letto. Da quel primo discorso valutato sono arrivata a presiedere il club Toastmasters di Salerno, eppure il momento che mi convince di più resta quello in cui una persona prova, sbaglia, riprova, e al secondo tentativo sente la propria voce cambiare.
Mercoledì 30 settembre, dalle 17 alle 20, porto il Metodo SCENA all'Hotel Ramada di Napoli, in via Galileo Ferraris 40. L'aula è da 25 persone perché ognuno fa una micro-performance e riceve un feedback sul momento, e con più gente non ci starei con i tempi. Esci con la diagnosi della tua voce abituale, con gli esercizi per applicare le cinque Leggi e, nei giorni dopo, con una mini-guida che ti arriva per email. Costa 49 euro, e se nella prima ora pensi di aver buttato la serata te li restituisco senza chiederti spiegazioni.
Se cerchi una serata per sentirti su di giri e poi tornare in ufficio uguale a prima, lascia stare: si lavora, si prova e qualcuno sbaglia davanti agli altri (di solito io per prima). Se invece ti riconosci nella voce che sale, qui trovi tutti i dettagli: https://eventi.noemitaccarelli.it/event/command-your-business-4/register
A presto, Noemi
PS: se ti viene in mente una persona brava nel suo lavoro che in riunione si fa sempre scavalcare, giragliela. La pillola funziona anche per lei.
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